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Quale sommozzatore?   By Perna Michele
I corsi sub sono fondamentali per formare teoricamente e praticamente tutti coloro che desiderano affacciarsi al mondo della subacquea. Per questo motivo tutte le organizzazioni didattiche prevedono diversi livelli di preparazione ciascuna delle quali presume un tragitto che porta ad un preciso scopo ed obbiettivo. A questi corsi spesso si affiancano delle specializzazioni che consentono di approfondire alcuni aspetti particolari e tecniche più difficoltose d’immersione.
Lasciando da parte quelle che sono le differenti teorie dei procedimenti d’insegnamento riguardanti le prove pratiche sia in bacino delimitato che in acque libere ciò che spesso più conta è l’aspetto teorico della subacquea nel senso che: Se non capisci ciò che stai facendo e per quale motivo lo stai facendo allora non potrai che ottenere risultati modesti, ma più di ogni altra cosa, metti a repentaglio la tua ed altrui sicurezza.
La subacquea è l’unico sport che prevede una conoscenza di nozioni che riguardano l’anatomia, la fisiopatologia, la capacità di capire le leggi fisiche, la chimica, le tecniche di primo soccorso, le cognizioni tecnico meccaniche idrauliche, e non basta perchè potrei citare tantissime altre materie in senso di studio ed argomenti di discussione.
Ovviamente l’approfondimento dei temi sopraccitati è subordinato al livello di addestramento che l’allievo dovrebbe raggiungere.
Al primo livello si fornisce la base necessaria per gestire una tipologia d’immersione che non prevede, salvo qualche eccezione, approfondite conoscenze. Per questo motivo si offre all’allievo l’informazione, comunque controllando con verifiche e test che la stessa venga poi adeguatamente applicata in immersione. Successivamente, e man mano che i soggetti si iscrivono ai corsi consecutivi, si offre un tipo di informazione più particolareggiata e così per i corsi successivi.
Questo sistema organizzativo è più che altro un metodo per commercializzare al meglio un prodotto. Vuol semplicemente dire che al primo corso si comunica un concetto poi in un corso successivo lo si ripete aggiungendo un particolare e così via, continuando con lo stesso metodo fino a quando non si può più “spremere” una lira. Che cosa si è ottenuto? Semplicemente che l’utenza si stanca ed abbandona la subacquea oppure, accontentandosi di quanto appreso, ritiene di sapere tutto ciò che era indispensabile e necessario per potersi immergere.  Non è cosi che secondo me, dovrebbero andare le cose.
Oggi con la subacquea un istruttore non si arricchisce semplicemente perché troppi sono i formatori e la torta rappresentata dagli aspiranti sommozzatori è molto piccola. Oggi l’istruttore subacqueo è una figura clonata un’ infinità di volte e per ogni doppione spesse volte si perde qualche aspetto che varia dalle carenze riguardanti la preparazione teorica alle carenze riguardanti la capacità esecutiva e tecnica; figuriamoci quindi cosa riesce poi a trasmettere ai suoi allievi! Se un istruttore è riuscito a ricavare un guadagno da questa attività lo ha fatto qualche anno fa, adoperandosi con investimenti e mettendosi in regola con le disposizioni della Nazione in cui principalmente esercita.
Tutti gli altri? Sono semplicemente dei piccoli evasori fiscali che cercano di arrotondare uno stipendio (questi…”professionisti” a quanti allievi hanno emesso regolare fattura o ricevuta fiscale? A nessuno? E allora che caspita di professionismo è?).
In alternativa al guadagno che non giunge a volte cercano di sfogare le proprie frustrazioni dandosi un tono ed un atteggiamento da pseudo istruttore cazzuto ed esperto così forgiato dall’attività che al primo rollio della barca vomita persino l’anima.
Si riconoscono perché incapaci, impreparati ed arroganti; fortunatamente sono quasi sempre identificabili ma purtroppo, per qualche strana combinazione, sono riusciti a superare la rete di sbarramento posta con buoni propositi dalle organizzazioni didattiche.
Fortunatamente però ci sono quelli che lo fanno con serietà e passione e che non si nascondono dietro falsi atteggiamenti professionali solo perché (forse) brevettano tanti allievi.
Sono proprio i “pochi” che hanno a cuore questo sport che spesso vengono criticati dai loro stessi allievi e/o collaboratori semplicemente perché hanno il coraggio di dire no! “No! A te non firmo il brevetto perché non sei pronto, perché non sei preparato, perché non ti sei impegnato”.
A questi istruttori si deve riconoscere che, se esiste ancora un minimo di dignità e serietà nell’insegnamento della subacquea, è grazie al loro modo di vivere con coscienza, onestà e responsabilità la subacquea ed è merito anche della passione che riescono a trasmettere ai loro allievi con la probabilità che questi, forse, lo apprezzeranno soltanto in seguito.  Chi si rifiuta di porre sulla “bancarella” la subacquea dimostra che reputa fondamentale il valore della vita umana, il valore dei rapporti con la gente ed è cosciente del fatto che la tecnologia attuale non può essere posta al di sopra di tutto tralasciando aspetti che, per quanto rari ed improbabili, possono mettere a repentaglio l’incolumità stessa dell’individuo.
Un’ altissima percentuale degli attuali sommozzatori non è in grado di gestire in maniera autonoma un’immersione, non è in grado di risolvere un’emergenza in immersione, e non è in grado di modificare o adeguare il profilo dell’immersione se per qualche, anche se improbabile, causa il computer subacqueo smettesse di funzionare.
Guardatevi attorno quando andate ad immergervi. Noterete che la stragrande maggioranza dei subacquei non si porta appresso in immersione “aggeggi” come tabelle, orologio, profondimetro, coltello, boa d’emergenza.
Sono convinto che se ad uno di questi subacquei, all’improvviso, si arrestasse l’afflusso dell’aria nell’erogatore o, per qualche circostanza, perdessero la maschera, non cercherebbero l’aiuto del compagno d’immersione, piuttosto, si “sparerebbero a tutto GAV” verso la superficie, nel modo più veloce possibile. Viene messo in evidenza così il fatto di non aver compreso due aspetti
fondamentali dell’immersione: l’autocontrollo e la conoscenza delle regole basilari della subacquea.
Oggi abbiamo una grande opportunità messaci a disposizione: il diving. Questo è nella fattispecie un servizio professionale poiché ti porta dove vuoi con comodità e con sicurezza; mette a disposizione una guida che si preoccupa di tutte le problematiche - a momenti
non occorre neanche più controllare la strumentazione perché fanno tutto loro! Nelle immersioni dei Mari Tropicali si ha il massimo del comfort. Bisogna semplicemente infilarsi l’erogatore in bocca e respirare!
Il Diving è un bene e per la subacquea e per i subacquei; e va tutto bene fin quando essi esistono. Però, se ti si presentasse l’occasione di doverti immergere autonomamente e senza supporti predestinati a questo scopo, saresti capace di gestirti e gestire il tuo compagno d’immersione? Se in coscienza sai darti una risposta, allora in cuor tuo saprai anche se sei in grado, oppure no, di
considerarti “sommozzatore autonomo”. (AUTONOMO significa: essere in grado di gestire se stessi ed il proprio compagno d’immersione senza intervento o aiuto di altri, in tutte le situazioni facili o difficili, in completo relax o in emergenza anche se sei in immersione ospite di un valido e professionale diving).
Caro subacqueo, fatti questo esame di coscienza e pensa al tuo grado di autosufficienza perchè, se onestamente riesci a darti una risposta, vuol dire che sei sulla buona strada per effettuare immersioni sicure e per diventare un buon sommozzatore.
Per esserlo veramente però:
○ devi applicarti
○ devi studiare
○ devi essere umile
○ devi sempre imparare da chi è più bravo di te e non manifestare gelosia o invidia
○ non è necessario mettersi in competizione, perché nessuno ti darà una medaglia o una coppa
○ devi essere stimolato dai più bravi poiché ti mette in condizione di avere quella soddisfazione morale che si traduce in : “c’è l’ho fatta”.
Quando qualcuno ti chiederà: “mi dai una mano per piacere?” e sarai in grado di poterlo fare, allora il premio lo riceverai dal modo in cui sai essere subacqueo.
“Forgiato nella conoscenza e nella concretezza, dotato di cognizione e notevole capacità, rafforzato dall’esperienza”.
Ecco il subacqueo, padrone delle tecniche d’immersione e informato delle tecnologie più aggiornate.

 
 
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